martedì 4 giugno 2013

Un filo fuori luogo


Borghezio, cacciato persino dal gruppo degli euroscettici: "Sulla questione della Kyenge un filo di etichetta l’ho superata". Un filo.
Aveva detto: "Non sono razzista, sono differenzialista", "Preferisco che la massa dei neri resti a casa sua", "Il meticciato è un obbrobrio perché inquina la differenza tra le etnie". Sarà il caso di chiedere scusa? ''Non ho mai chiesto scusa. Ho detto che se lei si è ritenuta offesa mi dispiace. Ma la parola scusa non l'ho pronunciata e non la pronuncio nemmeno se mi sparano".
E se la destra europea, che raccoglie gente di un certo livello, lo considera un impresentabile, non altrettanto succede dalle parti della Lega. "Non cacceremo Borghezio dalla Lega, non c'è questa possibilità - dice Matteo Salvini, segretario della Lega Lombarda - Lui resta nella Lega, almeno dal mio punto di vista. Certe cose potrebbe risparmiarsele, gli inglesi si sono rotti le balle. Io personalmente l'ho difeso fino alla morte, ma ha detto alcune cose fuori luogo."
Un filo.

martedì 9 aprile 2013

Una proposta: adotta un parco

La mia proposta per tornare a occupare (e occuparsi) dei parchi cittadini, pubblicata questa mattina da La Nuova Provincia.

"Vandalizzati e cadenti, i parchi cittadini rappresentano bene l’affanno di amministrazioni locali ormai prive di forze, ma anche l’indifferenza dei più incivili tra i cittadini. Un disfacimento che si è compiuto ben al di là delle aree verdi: l’Italia assomiglia moltissimo a questi giardini inselvatichiti, di cui condivide un passato di bellezza e grazia. Credo che oggi non ci sia altra strada, per uscire da una crisi che è anche e soprattutto civile, se non prendersi direttamente la responsabilità di restituire dignità ai beni comuni, siano essi il Paese o un semplice parco.

Perché non iniziare da questi ultimi? La proposta che rivolgo agli astigiani è proprio quella di “adottare un parco”, cioè di affidare a gruppi di quartiere la cura e il presidio delle aree verdi a loro più vicine. Si tratterebbe di un’iniziativa su base volontaria, istituzionalizzata a livello comunale, con un registro dei responsabili - potrebbero essere Guardie Ecologiche Volontarie - individuati per ogni parco, cui affidare un programma di manutenzione concordato con gli uffici competenti. L’obiettivo non è ovviamente quello di sostituire gli operai addetti ai lavori più complessi, ma di garantire la cura del verde, la segnalazione efficace dei problemi e - perché no - l’organizzazione di piccoli eventi musicali o mercatini.

Ne gioverebbe anche l’umore di chi sceglierà di trascorrere un po’ del proprio tempo libero dedicandosi a quello che, un giorno dopo l’altro, diventerà il giardino di casa. Altrove l’idea ha già avuto positive applicazioni, ed è piaciuta al sindaco Brignolo e agli assessori Bagnadentro e Pasta. Ora si tratta di avviarne il percorso istituzionale, sperando di avere in breve tempo attivi sul campo i primi gruppi di volontari."

mercoledì 6 marzo 2013

Finché il partito c'è

Volevo scrivere qualcosa su quello che sta succedendo a Roma, ma qui dalla provincia si finisce sempre per arrivare dopo e per dire le cose in modo banale. E poi quello che penso l'ha espresso perfettamente Civati, che sarebbe anche il caso di fare segretario di questo partito. Finché il partito c'è.

Traffico, sarà un percorso lungo. Quindi partiamo

Domani torniamo in Municipio per fare il punto sull'ordine del giorno sulla viabilità, presentato da Anna Bosia, che fondamentalmente chiede di avviare un progetto a lungo termine per una mobilità sostenibile ad Asti. Sono stato tra i firmatari di quell'odg, ho appoggiato anche la petizione del comitato di cittadini che chiedono la chiusura del centro storico. Occorre darsi da fare subito.

La questione, come ho scritto in passato, è critica. Da anni. Respiriamo aria pesantemente inquinata, e anche se è vero che è tutta la Pianura Padana a soffrire di mal'aria, è un fatto che nelle città la differenza la si realizza strada per strada: una via aperta al traffico è meno salubre di una chiusa. Ma perché le centraline Arpa ci dicano che la qualità dell'aria è migliorata, ci vorranno tempo e un'area Ztl (meglio ancora se pedonale) abbastanza ampia.

Prima o poi ci arriveremo, ma solo se avremo iniziato il percorso. Che richiede un approccio scientifico,  capacità di sperimentazione, niente isterismi e - con questa mi gioco tutti i voti - un po' di rigore nell'applicare le regole che ci si è dati. I finanziamenti per il trasporto pubblico sono diminuiti; ma perché non provare a riorganizzarlo? Chiudere corso Dante, come chiedono i negozianti, è un azzardo; ma perché non farlo di sabato, portando anche il mercato di piazza Campo del Palio in piazza Alfieri?

E poi c'è piazza Roma, che con la primavera sarebbe fantastico poter vedere frequentata solo da cittadini e turisti. E' arrivato il momento di muovere i primi passi, non arriveremo in una utopia verde o in una enclave di ambientalisti. Arriveremo solo dove tante altre città sono già oggi, e noi come amministrazione avremo compiuto un atto di civiltà.

sabato 23 febbraio 2013

Perché voterò per un partito, il mio

Domenica mattina voterò per un partito, perché la politica la si fa attraverso associazioni dotate di regole. Voterò per il partito di cui faccio parte, perché ne conosco i tanti difetti (che comunque sono libero di correggere), ma soprattutto perché so che idee ha per l'Italia. Voterò un partito progressista perché voglio un paese capace di cambiare ed evolversi senza pregiudizi o timori. Voterò un partito solidale con chi ha meno, razionale nelle difficoltà, erede dei valori su cui è fondata la Repubblica. Lo voterò perché ne ho conosciuto i candidati, e potrò essere sincero quando dirò che a Roma c'è qualcuno, più di uno, che mi rappresenta.